Pedadogia 1
Pedagogia
Per molto tempo si è
pensato che tra Umanesimo e Rinascimento si fosse affermata una cultura già marcatamente
laica, poi soffocata nell'età del le riforme religioso. La realtà però è molto
più sfumata. Le incertezze e le inquietudini degli intellettuali non erano
penetrate nel popolo, che piuttosto manifestava la sua fede, particolarmente nelle
campagne, con una devozione semplice, spesso intrisa di superstizione punto
nella prima metà del cinquecento l’Europa fu percorso da numerosi fermenti che
miravano a moralizzare la cristianità.il movimento di riforma interna alla
chiesa, la riforma cattolica, iniziò ben prima dello scisma di Lutero. Occorreva
combattere l'ignoranza e religiosa, il male morale, l'incertezza dottrinale.
Il timore che le
dottrine conciliariste prendessero il sopravvento introdusse il papato a temporeggiare
di fronte alle richieste interne di riforma, alla crescente opposizione di
Lutero e all’espansione della sua dottrina, sicché, quando finalmente il
concilio di Trento fu convocato nel 1545, la spaccatura interna alla cristianità si era ormai consumata.il concilio si concluse con l’approvazione di una
serie di decreti dogmatici e disciplinari, che riaffermano la verità della fede
cattolica, ristabilendo la saldezza della dottrina, messa in crisi dalle
dispute teologiche, dalle contestazioni filosofiche, dal lassismo nel
comportamento di parte del clero. Di qui la grande azione educativa esercitata
Dalla chiesa postridentina, con l'apertura di seminari per la formazione del
clero, posti sotto la vigilanza dei vescovi. occorreva, insomma, educare e moralizzare
gli ecclesiastici e laici: educare I genitori, I bambini, gli adolescenti, I
poveri e ricchi, gli umili e I sovrani alle virtù cristiane.
Emblematica, in
particolare, è la vicenda della compagnia di gesù, la comunità che fu quasi il
simbolo della chiesa postridentina: congregazione insegnante per eccellenza,
fondata da Ignazio di Layola inizialmente per fini missionari, di assistenza e
catechesi presso le popolazioni europee I popoli extraeuropei. Lo scopo
originario era quello di un’opera di cattolicizzazione del mondo, che prendeva
la riconquista a Roma delle arie passate al protestantesimo e la conversione
dei popoli non cristiani: eretici, scismatici, musulmani, infedeli delle Indie
in Asia e in America latina. Caratteristiche peculiari per aderenti alla
compagnia erano la mobilità e la profonda cultura. Per prendere I voti o correva
aver studiato filosofia, teologia e un terzo ramo del sapere e avere una piena
maturità di carattere, formata attraverso un lungo e complesso tirocinio di
preghiera, riflessione e impegno personale.
Già Messina I
gesuiti si interrogarono Su quale programma scolastico fosse migliore e per
stabilirlo non si limitarono a discutere ma avviarono una serie di
sperimentazioni durate mezzo secolo. La ratio studiorum costituì di fatto il
modello indiscusso cui fecero riferimento anche gli altri ordini religiosi
ancora dopo il 1773. Potremmo paragonare questo codice ha una legge scolastica,
che disciplinava le centinaia di collegi gesuitici, dotandoli di un piano di
studi e di regole identici punto il collegio era, per così dire, una scuola
transnazionale: la lingua unica era a latino, ha parlato da docenti e allievi.
La ratio studiorum era un ampio documento, articolato in 30 capitoli, che
definiva meticolosamente le regole che potevano seguire superiori, I professori
e gli alunni, nonché gli orari, I programmi, la didattica, le norme di
comportamento. La struttura scolastica era piramidale e prefigurava quella che
successivamente sarebbe stata assunta dallo stato. Si può paragonare il il
rettore ha un preside, i prefetti ai vicepresidi, il padre provinciale ha un
provveditore regionale e il padre generale al ministro.
Commenti
Posta un commento